Giugno 15, 2019

Massada e Mar Morto

La fortezza simbolo, per gli ebrei, dell’ultima eroica resistenza contro i Romani

Massada (o Masada, o in ebraico Metzada) è un’antica fortezza isolata, situata su una rocca a oltre 400 m di altitudine rispetto al Mar Morto, circondata da profonde valli scavate dai torrenti stagionali. Si trova nella Giudea sud-orientale, in territorio israeliano a circa 100 km a sud-est di Gerusalemme.

La fortezza venne costruita nei primi anni di regno di Erode il Grande, re della Giudea sotto il protettorato romano dal 37 a.c. Il luogo era difficilmente raggiungibile oltre che per le fortificazioni, anche per l’accesso: l’unico punto possibile, infatti, era il cosiddetto “sentiero del serpente” (o in ebraico Shvil HaNachash), così chiamato per i numerosi tornanti che lo rendevano un gravissimo ostacolo per la fanteria. Anticamente (secondo il racconto di Giuseppe Flavio) era talmente impervio, tortuoso, sinuoso e ripido da impedire a un soldato romano di “poggiare contemporaneamente entrambi i piedi”. Dopo un percorso di trenta stadi [pari a 5,5 km] “la pista – scrive Giuseppe Flavio – raggiunge la vetta, che non termina con un cucuzzolo a punta, ma con un altopiano.”

La fortezza divenne nota per l’assedio dell’esercito romano durante la prima guerra giudaica. Per questo è sempre stata meta di pellegrinaggio e simbolo, per gli ebrei, dell’ultima eroica resistenza contro i Romani nel I secolo a.c.

Verso la Fortezza in funivia

Secondo le fonti storiche più accreditate nel 66 d.C., anno di inizio della prima guerra giudaica combattuta tra l’esercito romano guidato dal futuro imperatore Vespasiano e gli ebrei ribelli, Masada venne conquistata dai Sicarii, una fazione estremista degli Zeloti, sostenitori dell’indipendenza politica del regno di Giudea e nemici giurati dell’Impero romano. Dopo la caduta di Gerusalemme nel 70 d.C., tutto il resto del paese era stato sottomesso tranne quell’unica fortezza e cominciò dunque l’assedio di Masada da parte del comandante Lucio Flavio Silva. Ma pare che quando i Romani riuscirono a penetrare nella fortezza trovarono gli assediati morti: si erano suicidati collettivamente.

Masada è stata dichiarata dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità nel 2001. Nel 2007, il Museo di Masada ha aperto il sito in memoria di Yigael Yadin i cui reperti archeologici sono esposti in un ambiente teatrale. Molti di questi sono stati portati alla luce da Yadin e dalla sua squadra archeologica dell’Università ebraica di Gerusalemme negli anni ’60.

C’è però chi mette in dubbio la ricostruzione basata sulle ricerche di Yadin. Secondo Haim Goldfus, professore presso l’università israeliana Ben Gurion del Negev, non ci sarebbe alcuna prova di una battaglia né a sostegno della costruzione della rampa d’assedio utilizzata dai legionari di cui parla Flavio Giuseppe: la rampa d’assedio era la struttura con la quale si raggiungeva l’altezza delle mura e su cui l’esercito romano posizionava le torri, le macchine da guerra e gli arieti. Goldfus dice che dai ritrovamenti nella zona dove i romani avrebbero dovuto sfondare le mura «abbiamo capito che non è successo niente».

Al termine della visita a Massada, il programma di viaggio prevede il ritorno alla base della montagna e quindi il proseguimento verso le rive del Mar Morto. Con sosta-relax e la possibilità di vivere l’esperienza di galleggiare nelle sue acque salatissime. Il Mar Morto è un lago salato le cui rive si trovano 400 m sotto il livello del mare, il punto più basso al mondo sulla terraferma. Le sue acque possiedono un’elevata salinità, che permette di galleggiare facilmente, mentre il suo fango ricco di minerali è usato per scopi terapeutici (soprattutto in campo dermatologico) e cosmetici nei centri benessere della zona.

written by israeletour_7rpv0j - Posted in Luoghi

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