Giugno 25, 2019

Tel Aviv, visita alla “Città Bianca”

Alla scoperta della città patrimonio dell’Unesco per la sua alta concentrazione di architettura Bauhaus

La visita a Tel Aviv inizia dalla città vecchia di Giaffa, con la sua vivace colonia degli artisti. Giaffa, che si trova all’estremità meridionale di Tel Aviv sulla costa del Mediterraneo, era conosciuta nei tempi antichi come la porta d’ingresso nella Terra di Israele. Con i suoi 3.000 anni di storia, la Vecchia Giaffa è il porto più antico del mondo. Il nome della città, Yafo in Ebraico e Joppa nel Nuovo Testamento, pare derivi o da Iafet, uno dei tre figli di Noè, o dalla parola ebraica “yaffa” che significa bella.

Il tour prevede quindi una passeggiata attraverso i primi quartieri di Tel Aviv e il tour della “Città Bianca”, patrimonio dell’Unesco, così denominata per la sua alta concentrazione di architettura Bauhaus, la celebre scuola fondata da Walter Gropius che a partire dal 1919 avrebbe dato vita a uno dei più grandi movimenti architettonici del Novecento.

Tel Aviv è la città moderna degli ebrei disegnata dagli architetti in fuga da Hitler. “È iniziato tutto nel 1933, quando Adolf Hilter divenne cancelliere tedesco. La scuola Bauhaus di Weimar, che al tempo si trovava a Berlino, fu chiusa a causa delle pressioni da parte del governo nazista”, spiega Micha Gross, direttore del centro Bauhaus di Tel Aviv, fondato 20 anni fa da sua moglie per proteggere gli edifici della città e promuoverne il valore storico tra la popolazione.

Per questo oggi Tel Aviv è chiamata “The White City” (La “Città Bianca”), con riferimento ai suoi 4000 edifici in stile Bauhaus che sono per lo più bianchi. La città racchiude dunque la più alta concentrazione di architetture ispirate alla poetica del movimento moderno accogliendo nelle sue case bianche anche altri significati. Osserva Joseph Grima dalle pagine di Domus, che si trattò di: “uno spostamento fisico e spirituale nella costante ricerca di un’identità nuova e finalmente moderna e che prepotentemente si insinuò nell’architettura, la cui importanza storica e culturale è ancora in buona parte da scoprire…”.

Il centro di Tel Aviv, tra palme e alberi di ulivo, ci permette quindi di ammirare edifici bianchi tutti simili tra loro, palazzi a pochi piani circondati da lunghe balconate orizzontali, che curvano agli angoli delle strade adornate di piante e frangisole. Una città che si mostra al visitatore accogliente e moderna, con lo sguardo sempre rivolto al futuro. I cantieri in città sono in continua evoluzione. Fra gli edifici recenti il Design Museum di Holon, inaugurato nel 2010 su progetto dell’artista designer israeliano Ron Arad, da diversi anni basato a Londra, caratterizzato dal rivestimento in acciaio Cor-ten e dalla fluidità delle superfici.

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